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8.3.13

Il Colbricon

Cos'è la fotografia di paesaggio per me? Con questa foto credo di poterlo descrivere molto bene..



E' amore per i paesaggi che ancora non sono stati rovinati dalla mano dell'uomo. E' allontanarsi dalla quotidianità per assaporare quella libertà che si prova dall'essere completamente immerso nella Natura.
E' dedizione nella ricerca di quelle condizioni di Luce che si avvicinano il più possibile a quelle che fino a quel momento erano sono nella nostra immaginazione.

15.12.12

Sospeso..

Sono a più di 40 km dalla meta prefissata, il Monte Sillano, sono senza portafoglio e con carburante a sufficienza solo per fare retrofront ed è quello che purtroppo decido di fare. Sono abbattuto. Essere uscito prestissimo di casa e tornarci senza nemmeno aver tirato fuori la reflex è veramente desolante, ma nelle vicinanze non ci sono molti posti dove fare qualche scatto e in più le condizioni atmosferiche sono orrende. 
Trovo uno spiazzo dove fare inversione di marcia. Mi fermo un momento ad osservare il cielo.
Mi accorgo che dietro le nuvole inizia ad esserci molta più luce e le stesse nuvole appaiono molto meno consistenti e compatte rispetto a soli 10 minuti prima. 
Un evidente segnale che le condizioni atmosferiche evolveranno al meglio nel giro di poco tempo. 
In questi istanti si è presi dalla frenesia. Vorresti essere ovunque, in tutti i posti belli che conosci, ma bisogna deciderne uno soltanto e sai che dovrai arrivarci nel più breve tempo possibile.
Decido che la Pietra di Biamantova può essere la meta giusta, ma sono ad un quarto d'ora da lei e ho paura di perdere queste condizioni. Cerco di mettere le ali alla mia Suzuki Swift.

Fortunatamente il tragitto fino al parcheggio fila liscio, senza contrattempi (vedi Vecchio col Cappello al volante) e le condizioni sono ancora molto promettenti. Infilo gli scarponi, prendo zaino fotografico e treppiede e inizio a salire più veloce che posso.
Lungo il sentiero cerco di correre dove posso e arrivo su decisamente a corto di energie, ma una volta in cima lo spettacolo che ho davanti agli occhi è davvero unico: un enorme tappeto di nuvole  ricopre per intero le vallate sotto la Pietra di Bismantova. 
Solo la cima innevata del Ventasso riesce ad emergere, illuminata e riscaldata dai primi raggi di luce. Una situazione fantastica che mai avevo visto prima..



Le dita delle mani erano sempre più doloranti  a causa del vento e della temperatura di qualche grado sotto lo zero, ma quando la Natura ti regala simili spettacoli, è impossibile tirarsi indietro. Si sopporta tutto più facilmente e si continua comunque a scattare.


Da tempo pensavo che l'appennino reggiano non fosse più in grado di regalarmi emozioni ed infatti ero uscito di casa con poche aspettative, ma ritrovarsi poi ad assistere a condizioni così spettacolari ha rinnovato di colpo la mia voglia di ricerca della luce in questi territori vicino a casa.


2.9.12

Escursioni fotografiche in tenda

Perché decidere di dormire fuori in tenda quando esistono i rifugi? La risposta a questa domanda è molto semplice: la tenda offre al fotografo paesaggista, ma anche al semplice escursionista, completa libertà. Libertà nel decidere quando andare a dormire, quando svegliarsi, quando mangiare, dove posizionarsi, insomma rimane la scelta migliore se si organizza un’uscita fotografica in montagna. I rifugi hanno degli orari da rispettare per la cena e la colazione e avere orari da rispettare si scontra in pieno con le esigenze di un fotografo paesaggista che vuole ricercare la luce migliore, ovvero quella di un tramonto o di un’alba. I rifugi inoltre sorgono spesso in posizioni che poco si prestano per realizzare scatti dove magari si vuole evitare di inserire elementi architettonici nell’inquadratura e quindi l’unica soluzione è di allontanarsi da essi, ma allontanarsi per immortalare un tramonto significherebbe anche rientrare al rifugio alla sola luce di una pila frontale, di sicuro non è una scelta molto saggia e rientrare in rifugio in piena notte non è nemmeno molto educato visto che molto probabilmente ci sono escursionisti già a letto a dormire nelle camerate.

Con la tenda è facile intuire come i problemi sopra non esistano, scegliere a proprio piacimento dove montare la tenda, scegliere quando cenare o fare colazione, il massimo per dedicarsi in tranquillità e senza pensieri alla fotografia e soprattutto, a vivere il luogo al massimo! Andare a dormire sotto un cielo di stelle, svegliarsi all’alba completamente circondati dalla Natura regala emozioni ed esperienze che dormendo in un rifugio con altre persone e tra 4 mura di sicuro non si riescono a vivere.


Tolti questi aspetti molto belli legati al dormire in tenda, rimangono quelli che spesso spingono molti a rinunciare alla tenda, ovvero il peso in più sulle spalle, il meno spazio nello zaino, il doversi portare con se il cibo e l’acqua e altri aspetti poco invitanti a chi magari non ha voglia di faticare troppo. Uno dei più grandi problemi da affrontare quando si organizza un’uscita fotografica dormendo in tenda, riguarda senz’altro l’organizzazione dello zaino. Se per l’attrezzatura da campeggio, cibo e indumenti c’è poco da valutare in quanto certi elementi devono essere sempre presenti indipendentemente da dislivello e km da percorrere a piedi, per l’attrezzatura fotografica invece valutare quale ottica prendere o meno è un problema che richiede senz'altro più studio.
Ormai sono 4 anni che organizzo uscite fotografiche con tenda in spalla e volevo riportare qui alcune mie considerazioni dopo questi anni.

  • LO ZAINO
Lo zaino che uso con grandi soddisfazioni da 2 anni è un Mammut Haute Route 70+15L.
E' davvero molto capiente e soprattutto, essendo in Cordura, ha una struttura molto resistente e non si affloscia. Tiene sempre la sua forma.
Quest'ultima caratteristica per me lo rende uno zaino davvero ideale per portare grossi carichi. Ho visto molti zaini da 80 litri che non avendo questa caratteristica, si deformano facilmente cambiando forma.
Questo zaino ha un peso di 2800g.

Di seguito andrò a descrivere nel dettaglio tutto quello che porto con me in questo zaino da 85 litri.


  • ACCESSORI PER CUCINARE
La foto sottostante  riprende l'attrezzatura utilizzata per preparare cena e colazione, i due pasti che di solito preferisco prepararmi sul posto.


Di seguito la descrizione degli oggetti presenti in foto:

- Bruciatore MSR Pocket Rocket (86 g)
- Bombola gas OPTIMUS (miscela Butano/Isobutano/Propano) (230g)
- Accendi fuoco PRIMUS (30g)
- Stativo fornello MSR (32g)
- Pentola OPTIMUS Terra Weekend HE (276g)
- Coltellino svizzero multiuso (58g)
- Cucchiaio Sea to Summit (16g)
- Piatto Sea to Summit (86g)
- Tazza in acciaio inox Ferrino (86g)
- Anti vento BRUNNER per fornellino (274g)
- Porta sale/pepe MSR Alpine (24g)

Tutto questo materiale lo ripongo dentro una sacca impermeabile della Sea to Summit da 4L, visibile in foto, del peso di 26g. Riporre l'attrezzatura dentro un'unica sacca è molto comodo per avere tutto quello che serve per cucinare a portata di mano, senza dover rovistare nello zaino alla ricerca dei vari elementi.
La sacca con tutto questo materiale all'interno ha un peso complessivo di: 1224g

A questo peso ovviamente va aggiunto quello degli alimenti che solitamente per una cena e colazione sono: risotti e/o minestroni liofilizzati, 4 bustine di tè, bustine di zucchero, dolciumi vari, Grana in cubetti confezionati e frutta di stagione.
Questi alimenti sono altri 700g circa a cui vanno aggiunti i 1500g circa di una bottiglia d'acqua naturale per cucinare. Quindi il peso complessivo di tutti gli accessori per cucinare e degli alimenti è di 3424g 


  • ACCESSORI PER IL CAMPEGGIO
Nella foto sottostante è ripresa tutta la mia attrezzatura per il campeggio insieme ad altri accessori.


Nella foto ci sono i seguenti elementi:
- Tenda 2 posti, 4 stagioni Ferrino Pumori (3 kg)
- Sacco a pelo in piuma d'oca CAMP Artic 900 (1,72 kg)
- Materassino isolante Thermarest Z lite (392 g)
- Borraccia 750 ml (100g)
- Adventure Medical Kit n°7 (252g)
- Salviette umide (196g)
- Pila frontale (84g)
- Sacca impermeabile Sea to Summit 2 L (22g)

Con borraccia piena d'acqua, il peso complessivo del materiale da campeggio è di : 6516 g

  • INDUMENTI EXTRA
Il vestiario che porto sempre con me nello zaino è riportato nella foto sottostante:


Nella foto ci sono i seguenti elementi:
- Giacca impermeabile in Gore Tex (630g)
- Pile leggero con cappuccio (464g)
- Pile pesante (496g)
- Intimo in lana merino maniche lunghe (214g)
- Maglietta maniche corte (120g)
- Anti vento mezze maniche (364g)
- Scalda collo (64g)
- Scalda orecchi (26g)
- Guanti (74g)
- Calzettoni (110g)

Peso complessivo di questi indumenti, 2562 g

Nello zaino quindi, senza l'attrezzatura fotografica, ho un peso di 12502g.
Un peso già considerevole per percorrere svariati chilometri in montagna.

  • ATTREZZATURA FOTOGRAFICA
L'attrezzatura fotografica ora comprende:

- Nikon D700 (1238g)
- AF-S Nikkor 24-70mm F/2,8 (922g)
- AF-S Nikkor 16-35mm F/4 (678g)
- AF-D Nikkor 80-200mm F/2,8 (1144g)
- Leica Elmarit 135mm F/2,8 (746g)

Non mi è mai capitato di affrontare un'uscita in tenda con tutte le ottiche, ma al massimo 3 di quelle in mio possesso.
L’AF-S Nikkor 16-35 F/4 VR raramente resta a casa: ha un’escursione focale che amo molto, una qualità ottica fantastica ed è anche molto leggero.
L’AF-S Nikkor 24-70 F/2,8 ha una qualità ottica eccelsa, ma è piuttosto pesante e le focali da 24 a 35mm sono già coperte dal 16-35 e per questi motivi sono sempre indeciso se prenderlo con me, ma a togliere ogni dubbio è la sua apertura di 2,8.
Per immortalare la volta celeste infatti un'apertura del diaframma così ampia è molto utile e considerando che 9 volte su 10 un'escursione in tenda si fa anche con lo scopo di fare proprio fotografia notturna, è davvero difficile che lo lasci a casa.
Oltre i 70mm posso scegliere tra l’AF-D Nikkor 80-200 F/2,8 e il Leica Elmarit 135mm F/2,8. Il Leica per via della sua compattezza e leggerezza, abbinata ad una qualità ottica eccelsa, ha ormai mandato in pensione il pesante e ingombrante Nikkor 80-200mm.
Quest’ultimo ormai lo prendo su con me solo quando conosco la zona dove andrò e dove sono molto sicuro che 200mm potranno essere molto comodi per portare a casa certi scatti.

In definitiva quindi sono 3 le ottiche che porto con me la maggior parte delle volte: i due Nikkor 16-35mm, 24-70mm e il Leica 135mm
Il peso di Nikon D700 più queste 3 ottiche è di: 3548 g
Ovviamente uno strumento strettamente indispensabile nella fotografia di paesaggio è il treppiede. Io utilizzo quasi sempre il Manfrotto 190 CXPro4 in carbonio su cui ho montato una testa a sfera in magnesio Manfrotto, la 054. Il peso di questi due elementi è di 1950 g.

A questo peso va aggiunto quello dei filtri che sono:

- Filtri Lee Graduati GND (1, 2 e 3 stop soft e 1 e 2 stop hard)
- Filtri Lee Neutri ND (2 e 3 stop)
- Filtro polarizzatore Heliopan da 105mm
- 2 porta filtri Lee

Questi filtri, nell'astuccio porta filtri Lee, e i due porta filtri hanno un peso di complessivo di: 826 g
Altri accessori che ho sempre con me sono le 2 batterie di riserva e un telecomando remoto con intervallometro che aggiungono altri 280g al peso da portare.

L'attrezzatura fotografica quindi ha un peso totale di: 6604g

  • LO ZAINO FOTOGRAFICO
Una volta scelte le ottiche però il grande dilemma vero è: dove metto tutta l'attrezzatura fotografica nello zaino da 85 litri?
Dopo qualche anno di esperimenti con borse a tracolla, borse top loader ecc. credo di aver trovato un buon compromesso utilizzando uno zaino fotografico Tamrac Expedition 3 (920g) dove trova posto la Nikon D700 con il Nikkor 16-35 o 24-70 montato e il 135 Leica a fianco.


Nelle varie tasche trovano posto le due batterie di riserva, il portafiltri Lee e il telecomando remoto a filo.
I filtri sono dentro il portafiltri ad astuccio della Lee che infilo nello zaino da alpinismo.
Questo Tamrac Expedition 3 lo inserisco per ultimo nello zaino da alpinismo in modo che sia posizionato in alto e sia così di facile accesso se ho necessità di scattare foto anche durante il cammino.
Nel caso abbia tutte e 3 le ottiche con me 16-35, 24-70 e 135, oltre allo zainetto devo portare anche una sacca porta obiettivo per uno dei due grandangoli. Di solito utilizzo quella originale in dotazione e che infilo tra gli indumenti durante il cammino.

CONCLUSIONI
Credo di non aver dimenticato niente e quindi grammo più grammo meno, il peso che ho sulle spalle durante un'uscita in tenda è di circa 23 kg.
E' un peso non indifferente, che comporta un impegno fisico notevole, ma quando ci si ritrova nel completo silenzio, circondati da cime, animali, fiumi, laghi...ci si dimentica tutta la fatica fatta e il weekend successivo si è già pronti a ripetere l'esperienza



19.8.12

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